Note al Capitolo Sei.

(1).  S. Kierkegaard, Prefazione a Timore e tremore, a cura di  B.
Segre,  BIT, Milano, 1995, pagina 14. In una pagina del Diario  si
legge:  Non ripeter mai abbastanza che io sono un poeta,  ma  di
una  natura  del  tutto  speciale;  perch  la  dialettica     la
determinazione essenziale della mia natura e la dialettica    per
essenza estranea al poeta (S. Kierkegaard, Diario, 1517,  a  cura
di C. Fabro, Rizzoli, Milano, 19792, pagina 50).

(2). Ibidem.

(3).  R. Cantoni, Kierkegaard e la vita etica, introduzione  a  S.
Kierkegaard, Aut-Aut, Mondadori, Milano, 19773, pagina 28.

(4).  Kierkegaard ricorda le parole di Descartes che, nei Princpi
della  filosofia (paragrafo 76), scrive: A questo  lume  naturale
[della  ragione] bisogna credere fino a quando niente di contrario
viene   rivelato   da  Dio  stesso  (confronta  S.   Kierkegaard,
Prefazione a Timore e tremore, citato, pagina 13).

(5).  La vicenda di Abramo  nota: la moglie di Abramo, Sara,  non
poteva  avere  figli; Abramo aveva novantanove  anni,  quando  gli
apparve  il  Signore e stipul un patto con lui e gli promise  che
Sara  gli avrebbe generato un figlio (Genesi, 15-17). Sara quindi
concep  e  gener un figlio ad Abramo, gi vecchio,  proprio  nel
tempo che il Signore gli aveva predetto. E Abramo, a questo figlio
che  gli  era  nato da Sara, pose nome Isacco. [...] Aveva  Abramo
cento  anni  quando  gli nacque Isacco suo figlio  (Genesi,  21).
Iddio  volle  mettere alla prova Abramo e lo  chiam:  "Abramo!".
Egli  rispose:  "Eccomi!". E Dio gli disse: "Ors, prendi  il  tuo
figlio,  l'unico  che  hai e che tanto ami, Isacco,  e  va'  nella
regione  di Moria, e l offrilo in olocausto sopra quel monte  che
io mostrer". Si alz Abramo di buon mattino, mise il basto al suo
asino,  prese  con  s due servi e Isacco, suo figlio,  spezz  la
legna  per  l'olocausto e part per andare nel luogo che  Dio  gli
aveva  detto.  Il  terzo giorno, Abramo alz gli  occhi,  vide  da
lontano  quel  monte,  e disse ai suoi servi:  "Rimanete  qui  con
l'asino; io e il fanciullo saliremo fin lass; adoreremo e poi  si
ritorner  da voi". Abramo quindi prese la legna dell'olocausto  e
la  mise  sulle spalle d'Isacco, suo figlio; prese poi in mano  il
fuoco   e  il  coltello  e  s'incamminarono  tutt'e  due  insieme.
Frattanto  Isacco  chiam suo padre Abramo:  "Padre  mio!".  "Cosa
vuoi,  figlio  mio?" rispose il patriarca. "Ecco  il  fuoco  e  la
legna"  soggiunse  Isacco "ma l'agnello per  l'olocausto  dov'?".
Abramo  rispose:  "Iddio  provveder  l'agnello  per  l'olocausto,
figlio  mio". E continuarono insieme il viaggio. Giunti  al  luogo
che  Dio  gli  aveva indicato, Abramo vi costru un  altare  e  vi
accomod  la  legna;  leg  poi Isacco,  suo  figlio,  e  lo  mise
sull'altare  sopra  la legna. Stese quindi  la  mano  e  prese  il
coltello  per  scannare suo figlio. Ma l'angelo  del  Signore  gli
grid  dal  cielo: "Abramo! Abramo!". Ed egli rispose:  "Eccomi!".
Allora  l'angelo  gli  disse:  "Non mettere  la  mano  addosso  al
fanciullo  e  non  gli fare alcun male: ora conosco  che  tu  temi
Iddio,  perch  non hai negato il tuo figlio, il  tuo  unigenito".
Abramo,  intanto, alzati gli occhi, vide poco lontano  un  montone
che  era  rimasto  con le corna intricate in una  macchia.  Allora
and,  prese  quel  montone e l'offr in olocausto  in  luogo  del
figlio (Genesi, 22).

(6).  S.  Kierkegaard,  Timore e tremore, Stato  d'animo,  citato,
pagina 16.

(7). Confronta ivi, pagine 17-19.

(8).  Vedi  volume  primo, capitoloOtto,  pagina  187  e  capitolo
Undici, 2, pagina 217.

(9). La fede  la divina Follia dei Greci. Questa non  solamente
una considerazione spiritosa, ma qualcosa da mettere senz'altro in
pratica (S. Kierkegaard, Diario, 717, citato, pagina 318).

(10). Ivi, 1208, pagina 292.

(11).  Per l'uomo moderno osare qualche cosa per una buona causa,
sarebbe un tentare Dio: chi lo facesse gli si rinfaccerebbe che  
colpa  sua  se  gli  capiter di soffrire. Quindi  non  resta  che
abbandonarsi a quel che pu accadere nella vita. Se uno arriva per
caso  a passarsela allegramente, tutto va bene. Se invece cpitano
le sofferenze, le preoccupazioni economiche, eccetera, si  pronti
a escogitare i rimedi contrari (ibidem).

(12). Ibidem.

(13).   L'intransigente   cristianesimo   che   Kierkegaard   sub
nell'infanzia non rendeva mai contento colui che ad esso [...] si
aggrappava  giorno  e  notte, e ha rappresentato  il  pi  grande
pericolo  e la crisi pi profonda della sua religiosit. Confronta
C. Fabro, Introduzione a S. Kierkegaard, Diario, citato, pagina 6.

(14).  S.  Kierkegaard, Postilla conclusiva non  scientifica  alle
Briciole  di filosofia, in S. Kierkegaard, Opere, a cura  di  C.
Fabro,   Sansoni,   Firenze,  1972,  pagina  376.   Al   carattere
paradossale  del cristianesimo sono dedicate, tra  l'altro,  molte
pagine del Diario: L'idea della filosofia  la mediazione, quella
del cristianesimo, il paradosso (567); Il fatto che il figlio di
Dio  si  sia  fatto  uomo,   il supremo  paradosso  metafisico  e
religioso (681); Cristo  il paradosso ed ogni realt  cristiana
porta  questo segno (2127); e cos via (confronta S. Kierkegaard,
Diario, citato, pagine 338-347).

(15).  La  disgrazia  della Cristianit    di  aver  ridotto  il
cristianesimo  a una pura dottrina. Nei tempi antichi,  quando  si
capiva che il cristianesimo era un esistere, un'imitazione,  anche
il  tirocinio era essenzialmente di natura disciplinare:  pratiche
di  obbedienza,  esercizi di abnegazione,  di  mortificazione,  di
ascesi,  eccetera Quando il cristianesimo fu ridotto unicamente  a
dottrina,  la prova per diventare maestro furono allora gli  esami
eruditi: l'esistenza  completamente assente. Cos si formarono un
po'  alla  volta codeste scienze enormi; e con le scienze  vennero
nuovi  dubbi, eccetera, perch si era cancellata l'imitazione  che
avrebbe  dato agli uomini ben altre cose da pensare che  inventare
dubbi (ivi, 2377, pagina 298).

(16). Confronta ivi, 2502, pagina 299.

(17). R. Cantoni, Kierkegaard e la vita etica, citato, pagina 28.

(18).  S. Kierkegaard, Diario del seduttore, a cura di R. Cantoni,
Rizzoli, Milano, 19782, pagina 12.

(19). S. Kierkegaard, Diario, 2147, citato, pagina 219.

(20). Ma questa sciagurata filosofia moderna ha fatto entrare  la
"realt" nella Logica; e poi, per distrazione, si dimentica che la
"realt"   nella   Logica  non    che  "realt   pensata",   cio
possibilit (ivi, 2156, pagina 221).

(21).   Se   i   morti  in  realt  abbiano   o   no   realizzato
esistenzialmente i compiti che loro furono assegnati nella realt,
ora  cosa decisa e conclusa (ibidem).

(22). S. Kierkegaard, Aut-Aut, citato, pagina 50.

(23). Ibidem.

(24). Ivi, pagina 51.

(25).  Nei nostri tempi son pericolosi soprattutto i naturalisti.
La  fisiologia finir per prendere dimensioni tali da liquidare la
morale.  Si  scorgono gi notevoli indizi della nuova aspirazione:
trattare  l'etica alla stregua della fisica, per cui allora  tutta
l'etica  diventa illusione: l'etica dell'umanit trattata in  base
alla media statistica, calcolata come si calcolano le oscillazioni
delle  leggi  naturali  (S. Kierkegaard,  Diario,  1018,  citato,
pagina 273).

(26).  F. Nietzsche, di l a poco, si scaglier contro lo  spirito
del gregge. Vedi capitolo Sette, 4, pagina 196.

(27). S. Kierkegaard, Diario, 1147, citato, pagina 241.

(28).  Confronta G. Lukcs, La distruzione della ragione, Einaudi,
Torino, 1959, pagine 262-263.

(29).  K.  Lwith,  La sinistra hegeliana, Laterza,  Bari,  19662,
pagina 501.

(30). Si veda, ad esempio, il paragrafo sull'esistenzialismo di J.-
P. Sartre, capitolo Quattordici, 3, pagine 434-436.

(31).  Citato da R. Cantoni, Introduzione a S. Kierkegaard, Diario
del seduttore, citato, pagina tredicesimo.

(32). R. Cantoni, Kierkegaard e la vita etica, citato, pagina 22.

(33).  L'opera Aut-Aut  divisa in Carte di A., in cui   svolta
la  concezione estetica (che comprende Don Giovanni e  Diario  del
seduttore, che ormai vengono pubblicati come opere singole, e  che
dell'opera  singola hanno la compiutezza) e in Carte di  B.,  in
cui  svolta la concezione etica.

(34).  R.  Cantoni, La vita estetica nel pensiero di  Kierkegaard,
saggio  introduttivo a S. Kierkegaard, Don Giovanni. La musica  di
Mozart e l'eros, Mondadori, Milano, 1976, pagina 15.

(35).  Kierkegaard non si riconosceva assolutamente  nella  figura
dell'esteta  seduttore:  usa l'espediente  letterario  del  diario
trovato  fortunosamente in una scrivania lasciata aperta e copiato
in  tutta  fretta;  parla  di una maschera  che  egli  adotta  per
descrivere  un comportamento deviante. E' probabile - ed    stato
fatto  notare molte volte - che dietro una descrizione  cos  viva
del  comportamento dell'esteta agisca un'esperienza  personale  di
Kierkegaard.  Se  ci  stato importante per la  sua  elaborazione
filosofica,  non  pu  essere  motivo  di  scandalo:  la  vita  di
Kierkegaard    travagliatissima, e  la  ricerca  della  soluzione
religiosa passa realmente attraverso una serie di stadi, in  cui
la  via verso la fede viene addirittura abbandonata e fuggita; l'8
dicembre  1837  egli scrive sul suo diario: Io credo  che  se  un
giorno   diventer   cristiano  sul   serio,   dovr   vergognarmi
soprattutto non di non esserlo diventato prima, ma di aver tentato
prima  tutte le scappatoie (S. Kierkegaard, Diario, 237,  citato,
pagina 37).

(36). S. Kierkegaard, Don Giovanni, citato, pagina 108.

(37). Ibidem.

(38). Ivi, pagina 109.

(39).  Confronta  S.  Kierkegaard, Diario del  seduttore,  citato,
pagina 18.

(40). Ivi, pagina 19.

(41). Ivi, pagina 164.

(42).  Ogni  concezione della vita estetica   disperazione  (S.
Kierkegaard, Aut-Aut, citato, pagina 70).

(43). Ivi, pagina 55.

(44).  Confronta R. Cantoni, Kierkegaard e la vita etica,  citato,
pagine 8-9.

(45). Confronta S. Kierkegaard, Aut-Aut, citato, pagine 191-195.

(46). Ivi, pagine 69-70.

(47). Ivi, pagina 90.

(48).  L'etica vien determinata come dovere, il dovere  come  una
somma  di  singoli postulati: individuo e dovere stanno uno  fuori
dell'altro come degli estranei (ivi, pagina 133).

(49). Ibidem.

(50).  Confronta R. Cantoni, Kierkegaard e la vita etica,  citato,
pagina 19.

(51). S. Kierkegaard, Timore e tremore, citato, pagina 31.

(52). Ibidem.

(53). S. Kierkegaard, Diario, 2886, citato, pagina 72.

(54).  R.  Cantoni, La vita estetica nel pensiero di  Kierkegaard,
citato, pagina 7.

(55). Ivi, pagina 8.

(56). S. Kierkegaard, Diario, 1353, citato, pagina 246.
